It’s all about the boxes

My grandma, from now and then, keeps hammering me with one of her mantra, I can’t quite literally translate it but it sounds like” be quiet and be pleased of what you got”. Over the years it infuriates me every time I hear it. But I learned my lesson, I breathe, listen smiling and keep going. You do not argue with your 84 years old grandma, don’t you?

Uno dei mantra di mia nonna (mantra nel senso che mi ripete le stesse cose fino a sfinirmi le orecchie) è di stare tranquilla e accontentarmi. Sono anni che queste parole mi fanno infuriare dentro. Ma non dico nulla, mi stampo un sorriso finto pacifico sul viso, tre respiri profondi e attendo che passi la marea; almeno un minimo di diplomazia l’ho imparato col tempo.

…e continua in Italiano

Why does it sound so wrong to me?

It took me a long time to understand who am I and what I want, to shape this sunny and bossy attitude, why should I quit my efforts now? Why should I stand still on the river side and silently watch life flowing by? No way. It’s years I am striving to achieve what I want, first you gotta understand what it is, then takes you forever to make it happen, learn to believe in yourself and so on… Standing, quietly by, won’t lead me anywhere, won’t it?

Looking back, I see a couple of common factors from my 15 years old self, to my twenties, to today; they are discipline and a sense of strive. I spent high school dreaming of university, and uni wondering(and worrying) about my future job. After lots of worries I am here now. And by “here” I mean that sum of circumstances where all the puzzle pieces match perfectly, either for a matter of case or stubborness(I almost called it quits back then).

In the last weeks I found myself in a very tricky spot, that spot has been a great trigger for reflections. We have to work to make a living and that’s not that easy as it seems, otherwise I won’t be 18000 km from home, won’t I? We spend years and years studying, seeking internships, honing a resume and chasing a career, more responsibilities, more projects, more moneys…how often do we stop, take 10 deep breaths and make a self-examination? Do I really want all of these? Is it worth fighting? Why am I doing this? And I don’t want to sound naive, I have been unemployed and on temporary short-term contracts for a long time in the past. I have been trying harder and harder to gain a position. That’s exactly why I’d like to repeat you how you gotta stop and do that self-exam for real.

How do you do it? I took some me-time, won’t deny yoga has a key role in self awareness, I look at the situation, write down pro’s and con’s, which are my surroundings, how do I feel, how much love is in my life, I breathe and I stand still. The answers bright and clear and only one feeling, gratefulness.

I made up a picture with two boxes, it’s becoming dear to me and won’t lose it. One box is shiny and a perfect cube, it’s welded in stainless steel, the locker has a Swiss timer, very efficient, there is a sign on top, it says WORK; before leaving the lab I open it, I throw everything in there and I leave it on my desk. The second box looks more like an old doctor leather bag, gently used, very smooth, bright lemony yellow colour, it has LIFE embroided on the pocket. It sits by the front door, as you open it, hints of basil and freshly baked bread come out, you can hear smiles and confusing conversations carried in two beautiful languages, I hold there my hiking maps and my shopping secret addresses…it takes hard work to use them once at a time, but it’s well worth.

In the end my grandma wasn’t so wrong, even if I won’t call it ” be quiet and be pleased of what you got”, instead I’d say “try to be aware and happy”, fight for your dreams, but remember to celebrate them instead of running to the next goal without even catching your breath!

I started writing this post few weeks ago, in Italian, as you might have understood, yesterday Paris happened, one more huge reason to focus on our life and its core true values. I am an optimist, I believe there’s good everywhere and in everybody. I want to keep believing in it. We can be wonderful creatures, if we choose so.

Italiano

Ci ho messo una vita intera per iniziare a capire chi sono e mettere insieme questo terribile carattere da comandante di vascello che mi ritrovo, proprio ora dovrei buttare la spugna, nascondermi tranquilla in un angolo della stanza e guardare la vita passare senza alzare la voce o disturbarla? Ma non ci penso neanche. Ci metti anni a capire quello che vuoi, anni nel provare a realizzarlo, anni a sfidare la sorte e diventare la persona giusta al posto giusto. Non sarà l’accomodarsi in silenzio a portarmi da nessuna parte, bisogna agire, insistere nel provarci e imparare a crederci.

Se guardo indietro e ripenso a come ero a 15 anni o a 20 o a 25, ci sono un paio di cose che non sono mai cambiate, un profondo senso di disciplina e il desiderio di realizzarmi. Ho passato i cinque anni di liceo pensando all’università, ho studiato chimica(e dopo aver iniziato a capirci qualcosa) ho iniziato a preoccuparmi della mia futura professione e ora sono qui. E per qui intendo quella situazione in cui tutti i pezzi del puzzle si sono incastrati alla perfezione, un po’ per caso e un po’ perché erano tanti anni che ci provavo(e avevo quasi smesso di crederci a dirla tutta).

Nelle ultime settimane mi è stata offerta una situazione intricata che si è dimostrata un ottimo spunto per riflettere. Lavorare è una componente fondamentale della nostra vita e per come le cose vanno nel mondo, affatto banale. Altrimenti non sarei in Nuova Zelanda giusto?! Passiamo anni a studiare, fare esperienza, mettere assieme un curriculum e intraprendere una carriera, miriamo in alto, più responsabilità, più progetti, più soldi…ma quante volte tiriamo una decina di respiri profondi, chiudiamo gli occhi e misuriamo il polso alla realtà? Voglio davvero tutto ciò per il quale sto lottando come una leonessa? Tutto questo mi rende felice? Sto andando nella direzione che sognavo a occhi aperti all’università? Non voglio suonare come se ignorassi la realtà, sono passata in mezzo ad anni di contratti a tempo determinato e lunghi periodi di disoccupazione, so benissimo cosa vuol dire e sono dovuta finire a 18000 km da casa per guadagnare una stabilità lavorativa…e allora ancora di più mi permetto di ricordare quanto importante sia fermarsi e guardarsi dentro.

Come si fa? Mi prendo del tempo solo per me, e non nego che praticare yoga svolga un ruolo chiave nel percorso alla consapevolezza, mi faccio un bell’esame di coscienza, faccio un elenco mentale di tutto quello che mi circonda, di dove sono, di come mi sento, di quanto amore c’è nella mia vita, respiro e sto ferma. E a quel punto ho tutte le risposte davanti agli occhi e devo solo ricordarmi di essere grata.

Vi lascio con l’immagine delle due scatole che ho creato e non voglio perdere. Ne ho pensata una tutta lucida e squadrata, saldata in acciaio inossidabile, con una chiusura a tempo davvero efficiente, c’è scritto LAVORO sopra, la apro alla fine delle mie otto ore, ci butto dentro tutto quello che ho in testa e la lascio sulla scrivania. La seconda invece assomiglia alle vecchie borse di pelle del dottore, la mia è gialla e ci ho fatto ricamare sopra VITA. E’ appesa alla porta di casa, appena la apro profuma di basilico e pane fresco, riecheggia di sorrisi e conversazioni in due lingue, ci tengo dentro le mappe della montagne e gli indirizzi dello shopping online…non è facile ricordarsi di usarle una alla volta, ma con un po’ di esercizio tutto è possibile.

Alla fine la nonna non aveva poi troppo torto, anche se il dono della sintesi estrema non aiuta, non stare tranquilla e accontentarmi, ma imparare ad essere consapevole e felice, lottare per conquistare i tuoi sogni, ma poi ricordarsi di festeggiare piuttosto che correre al prossimo traguardo senza aver tirato il fiato!

Ho iniziato a scrivere questo post qualche settimana fa, ieri è accaduta Parigi, una enorme ragione in più per ricordarci il valore della vita e dei suoi principii. Sono un’ottimista, vedo ciò che c’è di buono ovunque e voglio continuare a crederci. Siamo creature meravigliose, se lo decidiamo.

 

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